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sabato 24 novembre 2012

Il lavoro non è un diritto ma nemmeno un rovescio




E poi un giorno ti svegli ed accendi la tv e senti: “Il lavoro non è un diritto”. Mi do un pizzico, sono sveglia, purtroppo non sono la protagonista del film “Goodbye Lenin”.
Quando ero piccola e chiesi per la prima volta a mia madre cosa fosse un “diritto” lei mi rispose prontamente: “ è quando prendi due ferri e fai passare il filo di lana sulla maglia[…] e poi c’è il contrario che si chiama rovescio [...]”. Mia madre lungimirante, per non crearmi delle illusioni , mi spiegò in quattro e quattr’otto ciò che avrei vissuto molti anni dopo: il rovescio. Nel senso che proprio, ogni volta che mi accingo a informarmi dai media mi viene proprio il disgusto, quasi da rimettere
.Cara Forny, ora, non che voglia cercare il pelo nell’uomo, ma volevo ricordarti che la Costituzione, che è la Legge fondamentale di uno Stato, e che garantisce anche -in teoria- i diritti fondamentali della persona, all’articolo 1 cita:
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
Lasciando stare la parte comica in cui dice che siamo in una repubblica democratica, hai notato che cosa c’è scritto dopo? Magari ti sarà sfuggito, ma è proprio il primo articolo della Costituzione e non del manuale delle giovani marmotte.A meno che tu non faccia il ministro per la gloria, presumo che tu riceva una lauta retribuzione per i tuoi servigi; come lo chiameresti questo?
Ah già, ma la sovranità appartiene al popolo, di conseguenza, non essendo le tue membra adagiate su quella poltrona perchè legittimata dagli italiani, non puoi capirlo.Quindi non è colpa tua, scusami, continua pure a fare il ministro che noi continuiamo a mangiarci la stessa minestra.