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domenica 27 gennaio 2013

Ogni giorno deve essere un giorno per la memoria


Ilse Koch era conosciuta, dagli internati nel campo di concentramento, come la "cagna di Buchenwald" , per il suo crudele sadismo e immoralità riguardo i deportati. 

Ilse aveva sempre ammirato i corpi dei giovani prigionieri e si faceva portare i più attraenti, costringendoli a sfilare davanti a lei. Concupiva con loro e poi ne ordinava l'asportazione della pelle che con una cucitrice avrebbe fatto diventare foderine per libri, paralumi, guanti e portafogli. 


Le SS scuoiavano le vittime e ne conciavano le pelli nel rinomato Blocco n° 2 o Blocco Patologico. I paralumi erano particolarmente ricercati e gli oggetti venivano scambiati come cadeaux durante le cene e i ricevimenti. Le teste delle vittime le faceva ridurre mediante l'utilizzo di sostanze chimiche e poi ne faceva degli elementi decorativi delle tavole imbandite.


Lei e il marito adoravano però gli animali, tanto da avere uno zoo nel giardino di casa. Orsi, rapaci e tigri a cui venivano dati in pasto ebrei,omosessuali e zingari. Il marito tenerissimo quando si parlava di animali disse una volta: " si è scoperto che dei membri delle SS hanno legato un cervo maltrattandolo[..]. In futuro, sono intenzionato a trovare i responsabili di atti TANTO INCIVILI per consegnarli al comandante affinché vengano puniti per la crudeltà verso gli animali". (Ecco perché non mi fido dei vegetariani...)
Ovviamente al processo di Norimberga cercò di negare tutto, ma i testimoni erano troppi. 
Ilse fu condannata all'ergastolo,continuando a proclamarsi vittima di una calunnia, per poi suicidarsi in carcere a 61 anni.



All'alba di sabato 16 ottobre 1943, un centinaio di soldati tedeschi, dopo aver circondato il quartiere, catturarono 1022 ebrei, tra cui circa 200 bambini. I prigionieri furono rinchiusi nel Collegio Militare di Palazzo Salviati in via della Lungara. Trasferiti alla stazione ferroviaria Tiburtina, furono caricati su un convoglio composto da 18 carri bestiame. Il convoglio, partito il 18 ottobre, giunse al campo di concentramento di Auschwitz il 22 ottobre. Soltanto 17 deportati riusciranno a sopravvivere, tra questi una sola donna e nessun bambino.