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domenica 13 gennaio 2013

Tutta la verità sullo scontro Santoro-Berlusconi. I fuori onda


(Registrazione dell'editoriale radiofonico sull' articolo)


Lo spot pubblicitario “Miglior Cane” lascia presagire esattamente il contenuto della puntata, che inizia con un Santoro in versione pastore evangelico, che fa il suo sermone tratto direttamente da “Il partigiano Johnny” di Fenoglio.

Il pubblico astante, come in un'arena di tutto rispetto, è diviso tra “i dissidenti comunisti”, a cui sono state distribuite miniature del duomo di Milano, pronte a essere scaraventate alla prima salita sul predellino, e gli ultras del Cavaliere, che sfoggiano il tipico look da agente immobiliare.

Al centro dell'anfiteatro Lui, un riesumato speciale, Silvio Berlusconi: un vecchietto dall'aria smunta che cerca di fare del suo peggio. Prima di sedersi, si dà una piallata ai lati della maschera di cera che utilizza per le apparizioni pubbliche e si aggiusta la dentiera con le mani, facendo una smorfia di sberleffo a Michele.

Dinnanzi a lui due bionde, non due birre, proprio due giornaliste di comprovata fede comunista, che non fanno altro che dimostrare quanto il gentilsesso non sia solo un'appendice da festino arcorese. E poi Travaglio, che finalmente si trova davanti all'occasione della sua vita- praticamente la ragione della sua professione - comincia a porre domande intelligenti, come se fosse invaso da spirito montanelliano.

Berlusconi in difficoltà, chiede pietà, si dispera, ha paura di Santoro che lo incalza con domande sempre più pressanti e che dirige la trasmissione meglio di un vigile sul raccordo anulare nell'ora di punta.

Interviene un'imprenditrice, che dice: “Dobbiamo riappropriarci della sovranità economico-monetaria” e Santoro la addita e urla: “Fascista! Fascista!”. La trasmissione ha un clima decisamente teso.

Berlusconi, sconfitto, decide allora di leggere - sulla scia del suo storico contratto - “il Testamento agli italiani”, nel quale si dichiara morto da 20 anni, che quella che vediamo è solo un automa prodotto dalla Cina bolscevica e che si assume le responsabilità processuali penali e civili che gli sono state attribuite in tutti questi anni: “Ho stato io a uccidere Sara Scazzi e Melania Rea”, ha dichiarato alla fine.

La puntata si conclude con Santoro che stringe la mano a Berlusconi che, con aria vittoriosa, canta Bella Ciao travestito da Marx.

Vi sarebbe piaciuto, eh?


pubblicato su: http://www.sicilianews24.it/politica-sicilia/52642-tutta-la-verita-sullo-scontro-santoro-berlusconi-i-fuori-onda.html