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martedì 18 giugno 2013

A pensar male si fa peccato però...

Giorni caldi per i diritti. Diritti non rispettati, diritti sopraffatti, diritti calpestati, diritti reclamati. Dalla Turchia ai Pride è un tumulto continuo e irriducibile. Il popolo vuole, il popolo chiede ad alta voce. E ai piani alti che succede?

Succede che prima, cioè dal concilio di Nicea ad oggi,  la Chiesa si preoccupa di mandare all'inferno gli omosessuali e che qualche genio del pastificio politico blatera "meglio fascista che frocio"; dai bassifondi del Mpa - l'illustre sconosciuto Figuccia- riferendosi al gay-pride scrive a Napolitano,  col tono da Nostradamus,  che saremo puniti come a Sodoma e Gomorra. Poi, dopo,arriva  il Papa più rivoluzionario della storia mondiale , Francesco I,afferma senza paura: "C'è una lobby gay qui nel Vaticano" e succede che i partiti di centro destra promuovono leggi a favore delle unioni omosessuali dopo anni  di moniti super-conservatori.

Ho il sospetto che la lotta per i diritti si svolga su un filo funambolico tenuto alle estremità da due forze. Ma è solo un sospetto, un pensiero. Vero è che a pensar male si fa peccato, però mi sembra un peccato anche non pensare.



Governare è far credere. 
(Niccolò Machiavelli)



lunedì 17 giugno 2013

Turchia, facciamo il punto della situazione. Il punto esclamativo

Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan nel 1998 fu arrestato, giudicato colpevole per incitamento
all'odio, e incarcerato per aver declamato pubblicamente i versi del poeta Ziya Gökalp:
"Le moschee sono le nostre caserme, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette ed i fedeli i nostri soldati... "
Sindaco di Istanbul, è conosciuto per le sue politiche islamico-conservatrici e per aver intrattenuto in 20 anni, buoni rapporti con l'UE.  Lui stesso nel 2008 si fece promotore per la Turchia per il suo ingresso nella CE, ma  grazie all'opposizione della Germania e della Francia- forse l'unica cosa buona che hanno fatto dalla fondazione di Roma- questa "annessione" non andò in porto. Il motivo di tale opposizione ad oggi, più che mai, è chiarissimo.
Quando nel 2008 sentivo parlare dell'ipotetico ingresso della Turchia nell'Unione, io mi sentivo male. La prima volta che lessi da un' agenzia la notizia , come prima cosa pensai: mamma li turchi!
La Turchia è sorta dalle ceneri dell'Impero ottomano nel 1923, e nonostante si tratti di una Repubblica Parlamentare le sue istituzioni sono tuttavia fortemente condizionate dalle forze armate, il cui ruolo politico è stato fissato nella Costituzione da Atatürk e ribadito nell'ultima Costituzione del 1982. Le forze armate costituiscono proprio un organo a cui deve rispondere l'esecutivo detto "Consiglio di sicurezza nazionale" composto da tre membri nominati dalle forze militari con funzioni consultive e di supervisione. Se poi si considera che la maggioranza della popolazione turca è di confessione mussulmana, anche se l'islamismo non è religione di stato, ci si rende conto in che delirio anacronistico si ritrova la popolazione turca.Basta sapere questo,non serve entrare nel merito dei diritti che ancora fanno fatica ad essere riconosciuti (condizioni della donna, diritto alla salute, all'istruzione etc) ,per farsi un'idea.

Poi un bel giorno Erdogan - che pare un misto fra un nome de Il Signore degli Anelli e Sandokan- e la cricca si sveglia e decide di costruire nel sito di Gezi Park una replica di una caserma ottomana e un centro commerciale, distruggendo oltre 600 alberi.

La gente manifesta, si indigna, si lega agli alberi, protesta, viene annegata con gli idranti e arrestata.

Il primo ministro è sempre più infastidito, annuncia che la repressione sarà sempre più dura, e per concludere, sbarella completamente e si rivolge alle "masse silenziose" che lo appoggiano, mentre in Turchia è in corso un "complotto" contro il governo: "Sapete il complotto che è stato ordito, la trappola che è stata costruita. Voi siete qui, voi state rovinando questo pericoloso attacco". Insomma, un pazzo scriteriato

Sembra d'essere dentro alla fortezza Bastiani, de "il deserto dei Tartari",in versione distopica, dove Erdogan aspetta l'occasione della sua vita: quella di vincere un torneo di Risiko. .

Il primo ministro parla di complotto, forse ha anche ragione. I media internazionali forse non comprendono la gravità e il movente emozionale di ogni singolo attivista turco: la libertà. Non è il centro commerciale, non è la caserma: è l'asfissia, l'oppressione di un intero popolo che non ne può più di essere sottomesso alle mire dispotiche di una repubblica di caporali.


Arnaut, he arnaut, në vend të bukës po blen barut?Albanese, o albanese, al posto del pane compri polvere da sparo?




sabato 15 giugno 2013

Gay-Pride a Palermo? Il sindaco è "fuori dal Comune"

Io non sono omofoba, ma proprio per niente. Ho sempre creduto nella libertà di "scegliersi" l'identità che si
preferisce ed ho sempre creduto che non sia una colpa o un affronto alla natura, se nasci imprigionato da un corpo che non senti tuo. Tuttavia trovo assurdo tutta questa spettacolarizzazione tipica di un pride.
Non voglio dire che si tratti di una carnevalata, ma non reputo sia il modo migliore per la lotta all'autodeterminazione.
Essendo eterosessuale, mi rendo conto che magari non mi è chiaro il movente emozionale di questo tipo di manifestazioni, ma sono convinta che in realtà queste forme di protesta conducano all'effetto opposto; in una sola parola: ghettizzazione. Un po' come quando per la "Festa della Donna" si incontrano nei locali donne  in balia della libera uscita, che per volersi sentire come "uomini" per una notte , magari andando agli spogliarelli, non fanno altro che travisare il messaggio dell'emancipazione.

In un momento storico così delicato, con un comune al collasso, con scioperi e proteste di cassa integrati e licenziati, mi pare sia davvero fuori luogo. Un finanziamento che potevamo veicolare a ben altro. Corsi di formazione magari, così per buttarla lì, per far lavorare qualcuno e consentirgli una boccata d'aria per queste vacanze estive.
La Boldrini, la Idem sono venute a Palermo per il cerimoniale d'apertura e rifletto su tutte le volte in cui le cariche istituzionali non sono state presenti nel territorio, potrei scrivere un'enciclopedia sull'assenteismo statale in Sicilia.Per esempio, qualche mese fa, in una zona periferica della città, è caduta una palazzina intera, decine di famiglie hanno perso tutto: la casa, i ricordi, la dignità;tutt'ora vivono in albergo e nessuno si è fatto vivo. L'emergenza alla dignità umana avrebbe bisogno di un "pride".
Le volontà dell'amministrazione comunale mi lasciano sempre più perplessa, ma d'altronde le scelte impopolari sono il leit-motiv di questo sindaco che è proprio "fuori dal Comune" e dentro la trappola delle promesse elettorali.




venerdì 14 giugno 2013

Perchè nessuno stupra Brunetta?

Ieri su Facebook lo sfogo del Principe Azzurro: “Ma mai nessuno che stupri Brunetta! Così tanto per capire cosa può provare la vittima di questo efferato reato”
E i sette nani si indignano.
Cucciolo: “Non rispondo perché ognuno di noi dovrebbe sentirsi offeso” rivolgendo lo sguardo a Brontolo che a sua volta rincara la dose: “Inqualificabile, il Principe Azzurro deve essere espulso”
Dotto, il più diplomatico, ha detto: “Sarà stato uno sfogo,come l’acne giovanile, ma non lo possiamo perdonare. D’altronde cosa vi aspettate da uno che ha un cavallo bianco e veste di celeste?”
Biancaneve: ” e pensare che voleva partecipare al Gay-Pride, mi sembra così strano”, dice dispiaciuta.
Ancora è polemica, ma tutto il popolo di Disneyland si indigna. Il Principe Azzurro non ha rilasciato altre dichiarazioni. Voci di corridoio dicono che lui non pare essersi pentito della boutade. Anzi pare abbia aggiunto- stando a delle intercettazione ambientali- che non voleva essere un insulto ma si trattava “più un’istigazione alla beneficenza…”

Per ora è tutto. La strega madre sorride e vi saluta.