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domenica 21 luglio 2013

Il topo di città Ep. II: il suicidio del calabrone.

 "Aaaaaaaaa mammaaaa è entrato un elicottero" scappo con la tazzina di caffè per tutta la casa.

 "Aaaaaaaaa se ci punge ci fa un pirtuso" mia madre, scappa anche lei con la colazione in mano mentre si leva la ciabatta. La colazione è salva.
Ci fermiamo a guardare il calabrone di tre kg che sbanda a destra e manca e che si suicida dando una capocciata sul quadretto di padre Pio. Muore, cade stecchito a terra. "Io te lo dico sempre che padrepio è miracoloso" , la guardo, sto zitta, osserviamo la carcassa, potrebbe però far finta di essere morto come i soldati americani in Vietnam. "Lo butto"dice mia madre. Lo prende con un foglio di giornale a mo' di lettiga e lo getta dal balcone lasciandolo scivolare "mi che è duro, non si poteva schiacciare era CROCCANTE".
Ancora con la tazzina del caffè in mano, mi viene da vomitare e forse anche a Padre Pio che per l'occasione ha resuscitato l' elicottero che poi è volato via a zampe levate.