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giovedì 23 gennaio 2014

lunedì 20 gennaio 2014

Quando non c'era la Cina



Questo sbattitore Moulinex é stato acquistato nel 1975 e funziona ancora. Nel frattempo io ne avrò comprati almeno 6 diversi di tutte le marche. Ovviamente si sono rotti tutti e finisco per usare sempre questo. E' "made in France", ovvero quando l'Europa ancora non era schiava della Cina. Io cerco di resistere agli acquisti PRC. Ni hao






domenica 19 gennaio 2014

Vivere

Godetevi ogni istante, assaporatelo. Cogliete le mele buone e buttate quelle marce, prendete ogni treno che passa dalle stazioni della vostra vita. Salite,  partite col rischio di non ritornare più. Non abbiate rimorsi, preferiteli ai rimpianti. Ogni cosa che lasciate non torna più come prima. Non è mai la stessa acqua a passare dal ponte. Panta rei: che tutto scorra dalle vostre mani. Siate registi e mai attori della vostra vita.

lunedì 13 gennaio 2014

Turismo sessuale

-"Ti rendi conto? Poi ci sono uomini che vanno a fare turismo sessuale a Bratislava"
-"Ah, quindi vanno a Battislava? E dove si trova?"
-"Sì, mammina proprio a Batti-slava, vicino Praga"

Gli uomini, questi inutili pezzi di carne attaccati ad un pene.

domenica 12 gennaio 2014

Il presidente degli Stati Uniti secondo mia madre

Cruciverba e vuoto di memoria cosmico

Due orizzontale: "nome del presidente Clinton"
Mi viene in mente tutta la famiglia: Chelsea, Hillary, William, tutta la dinastia, tranne il suo nome. Serve aiuto.
"Mammaaaaaaaaaaaaaa come cacchio fa di nome Clinton?"
"Ma Clinton chi??"
"Il presidente degli Stati Uniti, quello che s'è fatto scoprire con la segretaria, la Lewinsky"
"Ah sì! Si chiama ABRAMO, Abramo Clinton!"

sabato 11 gennaio 2014

Natale Made In Sicily

Il momento che più preferisco del Natale è il 7 Gennaio, quando infilo la mia Giudea da salotto dentro i sacchetti Coop.


Per noi siciliani ogni occasione è buona per fare schiticchio. Che Gesù muoia o rinasca, che il Palermo sia in serie B, che sia tempo di Ramadan o Hannuka, noi della Trinacria siamo dei maestri olimpionici di barbecue estremo, di festeggiamento avanzato. Ogni piccola festività è una buona occasione per finire al pronto-soccorso con l’intossico, figuriamoci a Natale.


In Sicilia, Natale fa rima con ingordigia, festeggiare significa mangiare fino allo sfinimento : ” ne rimarrà solo uno”, di involtino.

Intanto si comincia a pensare al cenone di Natale già dal 15 Agosto, mentre ancora la matriarca della famiglia addenta il suo ultimo nodo di salsiccia delle 17.00: “Piiino, ma a Natale che cuciniamo?”

Di recente ho scoperto che festeggiare anche il 24 a cena è una usanza tipica del Sud e che lì, su al Nord, ci si riunisce in famiglia solo il 25 per il pranzo. Certo, in questa situazione, ci sarebbe da discutere sul concetto di “famiglia” , dal momento che nelle case siciliane sarebbe meglio parlare di invasione vichinga.

Quella che dovrebbe essere una cena si trasforma in un rave alimentare senza precedenti.

Tra antipasti e primo si sfamerebbe il Gambia, poi arrivati al dolce si potrebbe anche sovvenzionare la FAO con sostegno agli aiuti umanitari.

“Nonna, non ne voglio più”

“Ariannina, non hai mangiato NIENTE”

“Nonna, ma è la terza fetta di carne!”

“Ah, ma questa non è carne: è capretto!”

Sprack sul piatto. Per anni ho sognato un capretto gigante che mi inseguiva con la mannaia cinese.

Finita la cena, sempre che la cena non abbia finito voi, si procede con le classiche giocate a carte o a tombola.


Io che detesto qualsiasi forma di intrattenimento di questo tipo, per anni sono stata vittima di mobbing natalizio ed ho assistito a scene che vuoi umani del Nord non potete nemmeno immaginare.

“Dai dai giochiamo per i bambini” , diceva mia nonna con tono da soldato vietnamita mentre accarezza come Gollum il suo gruzzolo di monete scintillanti. Per i bambini, certo.

“Arianna tira la tombola”, “In testa a chi nonnina?”

Entusiasmo, è per i bambini mi ripeto. Mi guardo intorno, mi rendo conto che l’età media, con la conversione in Euro è di 60 anni. “Tira, tira la tombola…” è per i bambini, quelli del 1926…

Stroncati dal cibo, si attende la mezzanotte per la fatality: il panettone.

Si smette solo quando la curva glicemica è diventata un tornante a gomito.


Tutto sommato è un copione inevitabile e irrinunciabile. Una di quelle esperienze del terzo tipo che ognuno di noi dovrebbe almeno provare una volta nella vita. In fondo il Natale, non è che uno stato d’animo.

Mia nonna a Natale faceva il capretto: un’imitazione di merda

mercoledì 8 gennaio 2014

Rai un posto in doppia fila

Come mi accorgo che è Natale? Dal commercialista che mi telefona e mi dice: "l'Imu è pronta"
Come mi accorgo che le feste sono finite? Dal canone RAI che appena due giorni dopo l' Epifania mi ritrovo nella buca-lettere, il mio incubo fatto fessura.
Tra i tributi più infami, tra i 113 Euro a cui sono più affezionata, c'è proprio lui, il terribile Abbonamento Rai
Già dai primi di Gennaio cominciano le reclame motivazionali: "pagare il canone si DEVE!" altrimenti ti si accartoccia lo schermo davanti come in Poltergeist.
Insomma, ad ogni spot di questi cade un santo dal paradiso, causa bestemmione del contribuente vessato di turno. Io che poi uso la TV come abatjour, mi sale la carogna al solo pensiero di dover mantenere quelle facce di deretano come Insinna o Conti che elargiscono, anche a mie a spese, ricchi premi milionari a gente sconosciuta che non ha fatto nulla per meritarseli. Rai un posto in prima fila? Se mai in doppia fila, posteggiata con la macchina davanti all'Agenzia delle -lasciate ogni speranza o voi che- Entrate a cui darei fuoco.


Tuttavia la RAI rappresenta un po' la storia della nostra Repubblica, in concomitanza dell'avvento del tubo catodico nelle case di ogni italiano.

Quando mia nonna seppe di questa magnifica invenzione  impegnò al Monte di Pietà pure la culla di mia zia per poterne  acquistare uno, tutto per indispettire di invidia le sue amiche e vicine di casa.
Quando la migliore amica di mia nonna si recò in visita a casa sua per il lieto evento, manco fosse nato un bambino, e vide quel magico cubo luminoso che una volta si accendeva con la valvola e una volta con una botta bene assestata sulla parte superiore, chiamò un suo amico fotografo per farsi immortalare davanti alla TV, come fosse un'importante opera del Louvre.
-"Scatta, scatta! Aspetta che mi sistemo i capelli, anzi passami la borsa che vengo meglio!"
La borsa, intronata, per uno scatto davanti alla tv.

Durante il festival di Sanremo invece si invitavano i parenti fino alla settima generazione e tutti gli inquilini dello stabile. La cugina Mariella metteva la pelliccia, magari per stare seduta sul pavimento del modesto soggiorno di casa.
Una volta capitò che per un Festival di Sanremo la televisione acquistata qualche giorno prima non si accese e allora mia nonna imbestialita per l'affronto e l'umiliazione, scese da casa e si recò da chi gli aveva venduto l'apparecchio costringendolo ad aprire il negozio alle 9 di sera per poter vedere lo spettacolo direttamente nel piccolo negozio di elettrodomestici. Correvano appena gli anni sessanta e c'era la cugina Mariella con la pelliccia, l'amica Giuseppina con la borsa e mia madre che pensava di essere nata in una famiglia di pazzi. Ed aveva ragione.