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giovedì 12 marzo 2015

Assolto Berlusconi. Vieni qui Ilda, fatti abbracciare

Hanno assolto Berlusconi, non sapeva che Ruby
fosse minorenne al tempo del fattaccio. D'altronde sfido qualsiasi  penemunito a poter affermare con certezza il contrario, a meno che non siate dei pignoli con le escort e tra una moina e l'altra non vi dimentichiate di chiedere patente e libretto.
Tuttavia il Cavaliere ne è uscito pulito come  un capo bianco lavato senza additivo, con gli aloni.
Nel frattempo l'Italia è piombata nella terza Europa e ancora i giornali, le tv,  le radio si preoccupano  di un caso che ha ingolfato la giustizia italiana per un lustro e di cui gli italiani ne hanno avuto abbastanza.  Un' agonia anche il verdetto della Cassazione che è stato partorito dopo nove ore di camera di consiglio, quindi a porte chiuse. Avrei voluto assistere alle riflessioni delle alte toghe che parlano di bunga bunga, compensi lenoniani, che scrutano le foto di Ruby in pantaloncini in latex cercando di mantenersi seri e non pensare ai propri scheletri nella garsoniere,  come se fuori da quelle porte l'Italia finisse insieme al mostruoso carico pendente nazionale. Quando scoppiò il caso Ruby Rubasoldi  e la materia era calda, anzi caldissima, i telegiornali tra un attacco terroristico, il crack della borsa e i licenziamenti di massa, trattavano  l'argomento -alternativamente ai disastri mondiali- con una fregola maniacale. L'unico vero guaio del Belpaese sembravano essere le donne adibite al sollazzo di un ex presidente del consiglio. Insomma si era  ricostituita una sorta di neo buoncostume mediatica la cui indiscussa paladina era  Ilda Boccassini, la magistrata rossa non solo di capelli. Accuse, certezze, perizie, interrogatori, tribunali trasformati in red carpet, avvisi di garanzia a mezza Milano, perquisizioni a caso nei condomìni, pedinamenti e riprese televisive che ritraevano la giudice come Re Salomone davanti a Totò e Peppino. Soddisfatta, sicura del fatto suo, con gli assi nelle maniche della toga e con l'unico obbiettivo di incastrare RogerSilvio. Poi arriva la sentenza della Cassazione e come un fulmine a ciel sereno  tutto lo sforzo di questi anni finisce  come polvere nello swiffer. Povera, tenera Ilda. Quando hanno letto la sentenza, mi pare quasi di vederti con gli occhi tumidi, con la mandibola serrata che trema di livore, mentre pensi "gliela dovevo fracassare la mano". E allora mi si stringe il cuore.
 Vieni qui Ilda, fatti abbracciare.